Bellusco. L’Assessore Misani racconta Ecuosacco
Ecuosacco è il progetto di punta di CEM Ambiente. È la soluzione che ha dato un vigoroso slancio alla crescita della raccolta differenziata nel nostro territorio. Per questo ci piace raccontarlo facendo parlare i protagonisti, gli amministratori del territorio che lo hanno scelto.
ECUOSACCO, UN PROGETTO CHE PIACE
Ecuosacco è piaciuto da subito a tutti. E proprio grazie ai suoi numerosi fans è partito con slancio. I Sindaci e le Amministrazioni hanno dimostrato interesse e curiosità e hanno dato la loro piena disponibilità alla sperimentazione. I primi in assoluto a credere nell’idea e a tentare una sperimentazione quasi al buio sono stati i Comuni di Bellusto, Mezzago e Grezzago. Il perché ce lo spiega Daniele Misani, allora e ancora oggi Assessore all’Ambiente di Bellusco che, con entusiasmo, ha portato Ecuosacco nelle case dei belluschesi. Lo abbiamo intervistato. Ecco cosa ci ha detto.
D. Bellusco è stato uno dei primi Comuni a sperimentare Ecuosacco. Perché ci avete creduto?
E’ nella storia di Bellusco e nel sangue dei belluschesi la grande sensibilità per le tematiche ambientali. Siamo quelli che hanno inventato la raccolta differenziata e che, per primi, hanno introdotto il porta a porta come modello di una gestione sostenibile dei rifiuti domestici. Il nostro passato di pionieri della raccolta dei rifiuti, però, ci ha anche assegnato una grande responsabilità e ci ha resi sensibili a ogni novità e a progetti innovativi sul tema.
Quando CEM, nel 2013, ha proposto Ecuosacco ai Comuni soci, per Bellusco la scelta è stata obbligata e ci siamo candidati subito, senza timori. Eravamo consapevoli delle difficoltà, ma anche forti della nostra esperienza di anni e della nostra capacità di affrontare sfide impegnative e progetti culturali forti, come è stato Ecuosacco.
D: Quali sono state le difficoltà che avete affrontato?
Abbiamo messo in conto un po’ di diffidenza iniziale da parte dei cittadini. Quando si propone una sfida è sempre così! Per questo, da subito, abbiamo iniziato a raccontare il progetto Ecuosacco, spiegare le motivazioni, illustrarne i vantaggi. Abbiamo fatto una campagna di comunicazione massiva, con incontri e assemblee pubbliche in tutte le zone del Comune. Abbiamo raccontato di persona ogni peculiarità, spiegato il meccanismo, ascoltato le perplessità e risolto, strada facendo, i problemi. Questo sistema ha dato subito i suoi frutti e l’ingresso di Ecuosacco a Bellusco è stato accolto senza grandi criticità.
D. Secondo lei, le città e i cittadini, ma anche i Comuni, cos’hanno imparato da questa esperienza?
Il primo insegnamento per la nostra città è stato una responsabilizzazione delle persone e una maggior sensibilità sul tema. Con Ecuosacco è entrato in casa un compito in più che ha richiesto attenzione ma, contemporaneamente, ha aiutato a creare consapevolezza e un terreno fertile per passaggi successivi del processo di sostenibilità: la riduzione dei rifiuti e il riuso.
D. E a proposito di futuro sostenibile, Bellusco sta progettando qualcosa di nuovo?
Da due anni stiamo lavorando con CEM Ambiente a una sperimentazione della tariffa puntuale applicata alla raccolta differenziata. Abbiamo introdotto il microchip così da iniziare a pesare i rifiuti che i cittadini producono e cominciare a ragionare su una tariffa rispondente alle quantità prodotte. Forse saremo attivi già dall’anno prossimo e anche questa sarà un ulteriore tappa che, senza passare da Ecuosacco, non avremmo potuto fare.
D: Cosa si sente di dire ai Comuni soci di CEM che oggi devono partire con Ecuosacco?
Dico di partire senza paure perché i cittadini seguono e presto diventano complici delle strategie di sostenibilità proposte dal Comune. Oggi, peraltro, è più facile per chi comincia. Ci sono dati, esempi positivi, buone pratiche cui ispirarsi. E poi, in fondo, Ecuosacco non stravolge la vita. Si tratta solo di usare un sacchetto diverso e mettere una maggior attenzione nella differenziazione dei rifiuti. Quanto al ritorno, il successo è assicurato quando i cittadini ti dicono: “il sacchetto è mio e io sono responsabile”. Una soddisfazione non da poco!