LA
SOLUZIONE - LA RACCOLTA DIFFERENZIATA
Il Decreto Ronchi così definiva la raccolta differenziata:
“E’ la raccolta idonea a raggruppare i rifiuti
urbani in frazioni merceologiche omogenee, compresa la
frazione organica umida, destinate al riutilizzo, al riciclaggio
ed al recupero di materia prima”.
Il
Decreto Legislativo 152/2006 ne fornisce una differente
definizione:
“La raccolta idonea, secondo criteri di
economicità, efficacia, trasparenza, ed efficienza,
a raggruppare i rifiuti in frazioni merceologiche omogenee,
al momento della raccolta o, per la frazione organica
umida, anche al momento del trattamento, nonché
raggruppare i rifiuti di imballaggio separatamente dagli
altri rifiuti urbani, a condizione che tutti i rifiuti
sopra indicati siano effettivamente destinati al recupero”
In
entrambi i casi si palesano i presupposti sui quali si
basano le quattro diverse strategie di recupero
di quanto è contenuto nei rifiuti urbani: le quattro
strategie, comunemente chiamate “le 4 ERRE”
di cui forse avete sentito parlare.
1 Il riuso.
2 Il riciclaggio.
3 Il recupero. Può essere di “materia”
o, in seconda istanza, di “energia”.
4 La riduzione dei rifiuti. E’ la più difficile
da mettere in pratica. Richiede una sostanziale modifica
nel modo di produrre e di distribuire i prodotti e una
altrettanto sostanziale modifica nel modo di “consumare”
di tutti noi.
Il
Decreto “Ronchi” aveva posto tre traguardi
di raccolta differenziata che avrebbero dovuto essere
raggiunti in Italia.
1 15% entro 2 anni dall’entrata in vigore della
norma (1999)
2 25% entro 4 anni dall’entrata in vigore della
norma (2001)
3 35% entro 6 anni dall’entrata in vigore della
norma (2003)
Rispetto
a questi traguardi siamo in ritardo. In Italia, nel 2004,
la percentuale di raccolta differenziata è del
22,7%.
L’articolo
205 del Decreto Legislativo 152/2006 pone altri traguardi:
1 almeno il trentacinque per cento entro il 31 dicembre
2006
2 almeno il quarantacinque per cento entro il 31 dicembre
2008
3 almeno il sessantacinque per cento entro il 31 dicembre
2012”
In
pratica si differiscono di tre anni i termini entro i
quali raggiungere gli obiettivi minimi e, d’altro
lato, si fissano obiettivi molto ambiziosi.
La
RACCOLTA DIFFERENZIATA è non avviene semplicemente
dicendo ai cittadini: “fatela”.
E’
un processo complesso che, per giungere a buoni risultati,
richiede che esistano alcuni presupposti:
1 Il progetto
2 La volontà
3 Un sistema di raccolta e di smaltimento
Un
lungo elenco di decisioni, di azioni e di strutture necessarie
affinché il “progetto” possa prendere
forma, crescere e si mantenersi nel tempo.
I possibili “progetti” di Raccolta Differenziata
sono molti; abbiamo scelto la “RACCOLTA DIFFERENZIATA
SPINTA”, il modello che è stato adottato
dai 48 Comuni soci di CEM Ambiente e che, secondo la nostra
esperienza, consente di raggiungere i migliori risultati
quantitativi e qualitativi.